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lunedì 1 marzo 2021

Il calendario di marzo 2021

Il Transumanesimo prossimo venturo

Abbiamo dedicato molti dei nostri calendari a varie specie animali e vegetali. Ma, finora, non ci siamo interessati al più grande predatore apparso sulla faccia della Terra, l’homo sapiens. E’ quindi giunto il momento di cercare di tratteggiare - così come abbiamo fatto per altre specie - la posizione dell’animale uomo sul nostro pianeta, e soprattutto i destini evolutivi che gli si aprono davanti.

Bene: anche se ufficialmente siamo ancora nell’Olocene, iniziato circa 20.000 anni or sono, molti sono coloro che affermano che è necessario introdurre una nuova era, l’Antropocene (da antrhopos, uomo), “L'epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana”, per adottare la definizione della Treccani. In realtà l’idea che già ora la specie umana sia in grado di “condizionare” Gaia ci sembra un po’ ambiziosa: uno starnuto di Madre Natura è sufficiente per cancellare migliaia di vite umane*, un colpo di tosse un po’ forte potrebbe eliminare tutta la nostra specie. Ma diciamo che l’Antropocene è solo all’inizio, e - se madre Natura non starnutisce troppo spesso - forse potremo fare di meglio.

L’icona di riferimento dell’Antropocene, esposta nel calendario, è quella di Prometeo. Il buon titano ruba il fuoco agli dei e lo dona agli uomini. Ai sostenitori del Transumanesimo, cioè dell’epoca di felicità e potere che si sta aprendo all’homo sapiens, Prometeo piace molto: è il simbolo della giusta ribellione verso gli esseri superiori, così come lo sviluppo dell’Antropocene non può che essere l’età della liberazione dell’uomo dalla morte, dalle malattie, dal lavoro. Questi entusiasti dei valori dell’Antropocene tendono però a dimenticare come va a finire la storia di Prometeo: Zeus, il gran capo che si era visto fregare il fuoco, manda sulla terra la bellissima Pandora che, scoperchiando un vaso, riporta tra gli uomini morte, malattia, fatica e pazzia. Così Prometeo finisce incatenato a una roccia ai confini del mondo.

E’ proprio tra questi due poli che si colloca la dialettica dell’Antropocene: l’ambizione di Prometeo per il progresso e i guai che seguono dall’apertura del vaso di Pandora a mano a mano che il progresso viene conseguito.

E’ peraltro inconfutabile che l’uomo deve trasformarsi o almeno cessare di creare problemi: la riduzione delle risorse, l’inquinamento, la sovrappopolazione, la riduzione della biodiversità non sono minacce per Gaia, che ha dalla sua miliardi di anni per ricostruire il tutto, ma per la nostra specie. Il problema, quindi, è come cambiare, in che direzione muoversi.

Chi fosse un cultore della fantascienza e della letteratura distopica** del secolo scorso può verificare con i suoi occhi che molte delle anticipazioni contenute in quelle opere si stanno verificando: la progressiva perdita di potere degli stati nazionali a favore delle multinazionali, la tensione verso un governo mondiale centralizzato, l’imposizione di un pensiero unico dominante, la cancellazione delle religioni e delle culture locali, il tentativo - perseguito attraverso le migrazioni - di eliminare la differenziazione etnica, il superamento delle strutture di aggregazione (a partire dalla famiglia), la smaterializzazione del lavoro, l’abolizione della privacy e della proprietà privata*** - e molto altro ancora. Ma queste trasformazioni sociali non potranno avvenire se non attraverso una trasformazione individuale, dall’homo sapiens a una sorta di superuomo, un essere per l'appunto transumano, liberato dai vincoli imposti dalla natura attraverso tecniche di ingegneria genetica, di nanotecnologia, di impianti di protesi artificiali.

Questa tendenza evolutiva i cui primi passi sono già ora molto evidenti, affonda le sue radici nella cultura europea dell’800 e del ‘900 (Ralph Waldo Emerson, Schopenhauer, Nietzsche, Lev Davidovič Bronštejn ma anche il religioso Teilhard de Chardin e molti altri) determinando un’area culturale contraddittoria, dove coesistevano illuminismo e misticismo, elementi tratti dai classici greci e dai mistici orientali, tecnologia e atti di fede, anarchia e autoritarismo. L’aspetto dominante di questo transumanesimo delle origini era sempre e comunque il superamento dell’homo sapiens in direzione, oltre che di un miglioramento della qualità della vita di tutti gli esseri viventi, umani e di tutte le altre specie, di una estensione della sensibilità e dei valori etici.

Questo sparso gruppetto di liberi pensatori, spesso in conflitto l’uno con l’altro, ma tutti animati da un genuino codice morale, si è evoluto - a partire dalla fine della seconda guerra mondiale - in un movimento fortemente elitario che trova oggi il suo massimo sostegno in alcune organizzazioni politiche ed economiche tra cui spicca il World Economic Forum (WEF), finanziato da circa un migliaio delle più grandi aziende multinazionali, che si considera “impegnato a migliorare la condizione del mondo”. Nel maggio del 2020 il WEF ha dato un nome preciso a questo processo di miglioramento: il Grande Reset, che dovrebbe costituire la rifondazione del sistema politico economico e sociale parzialmente scardinato dal Covid, malanno che viene visto dal WEF come “un'opportunità per plasmare una ripresa economica e la direzione futura delle relazioni, delle economie e delle priorità globali”. L’espressione è alquanto sibillina, tant’è che dagli oppositori della globalizzazione il Grande Reset è chiamato anche Nuovo Ordine Mondiale; essi si pongono una domanda: è possibile che i pochi che concentrano il potere e la ricchezza del mondo si preoccupino veramente della sorte del resto del genere umano?

Una domanda che ci sembra molto sensata, tanto più che nelle otto previsioni di come sarà il mondo nel 2030 rilasciate dal WEF in un video promozionale**** non si fa cenno alcuno agli aspetti etici del mondo che scaturirà dal Grande Reset.

Insomma: abbiamo un nuovo Prometeo, ma continuiamo a ignorare il vaso di Pandora.

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* il terremoto del 26 dicembre 2004 ha sviluppato un’energia di 52.000 megatoni, un milione e mezzo di volte superiore alla somma delle bombe atomiche sganciate durante la seconda guerra mondiale

** se esistesse ancora qualcuno che non lo conosce, il libro di George Orwell ‘1984’ potrebbe essere molto stimolante, così come ‘Il nuovo mondo’ di Aldous Huxley (1934)

*** alcuni di questi eventi costituiscono obiettivi specifici da raggiungere entro il 2030, secondo il programma del World Economic Forum

**** https://www.youtube.com/watch?v=Hx3DhoLFO4s

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