Il contenuto dei calendari di Cometa è stato sempre rivolto a esporre fatti veri e verificabili, le cui fonti sono sempre dichiarate e controllabili. Una serietà e un rispetto per i lettori che ci hanno spesso premiato con mail di complimenti.
Ma il mese scorso Cometa non ha saputo resistere alla gustosa tentazione del classico "pesce d'aprile", uno scherzo di antica origine diffuso in quasi tutto il mondo[1]. Così, per la prima volta è stato creato un calendario ingannevole, dedicato a "Sant'Acqua, il patrono dimenticato" ovvero "Uno dei santi più misteriosi cella Cristianità", come si legge nel titolo[2].
Provate a rileggerlo con un po' di occhio critico e l'inganno vi apparirà palese: chi ha mai sentito parlare di Sant'Acqua? avete provato a cercarlo in Internet? E' un santo che non esiste e non è mai esistito, così come non mai è esistito il monastico Ordo Aquae Vivae né il suo fondatore Liminius de Arle e il suo motto provenzale. Tutta la storia è inventata, le frequenti citazioni in latino medioevale che la costellano sono state create dal nulla. Quanto al convegno "Santi nell'ombra: agiografia, oblio e riscoperta della santità perduta" (bellissimo titolo, ne converrete) nessuna università ha mai pensato di organizzarne uno. Le immagini stesse sono dei falsi, così come sono falsi autore e testi riportati nel documento accademico e la relativa bibliografia.
In tutta onestà nel calendario è stato inserito qualche elemento che avrebbe potuto aiutare a smascherare l'inganno. A cominciare dalla data di pubblicazione, proprio il primo di aprile (mentre la spedizione del calendario avviene di solito alla fine del mese). Le immagini, poi, sono rozze, il loro deterioramento è evidentemente prodotto da photoshop. Soprattutto l'indicazione che il convegno non è reperibile in Internet avrebbe dovuto destare più di qualche sospetto.
Tuttavia Cometa non ha ricevuto nessuna protesta, neppure da parte di quei lettori che hanno dimostrato di essere particolarmente attenti: è un falso ben fatto, un pesce d'aprile classico, benché non in grado di ingannare un esperto di storia medioevale (tuttavia un amico agiografo usato come test ha ritenuto plausibile l'esistenza di un santo di cui non aveva mai sentito parlare).
Sia ben chiaro: Cometa ha mentito per puro divertimento, senza nessuna intenzione di offendere i nostri Amici. Al contrario, l'esperienza di questa piccola bugia ci consente di condividere una domanda la cui risposta diventa ogni giorno più critica: quanto c'è di vero in tutto ciò che i mezzi di informazione ci raccontano? a cosa dobbiamo credere? di chi possiamo fidarci?
Quella di mentire è una capacità esclusivamente umana. Gli animali non ingannano, con l'unica eccezione del serpente biblico, che ci ha introdotti al libero arbitrio e dunque anche alla capacità di dire menzogne.
Ai bei tempi in cui c'erano certezze, l'inganno era considerato un'autentica malvagità. Il Vangelo di Giovanni è molto esplicito: il Diavolo "è menzognero e padre della menzogna" (Giov, 8:44). Nel Cristianesimo e nell'Islam la menzogna è uno strumento del demonio, nello Zoroastrismo - forse la più antica tra le religioni monoteiste - la menzogna è il male per antonomasia, legata al demone Angra Mainyu. Più sfumata la posizione dell'Ebraismo[3] e delle religioni asiatiche, per le quali l'inganno è ritenuto disdicevole ma non necessariamente maligno.
Passano i secoli e la menzogna perde progressivamente la sua connotazione di malvagità. Kant è l'ultimo che condanna l'inganno come intrinsecamente immorale, mentre i filosofi inglesi (Hobbes, Locke, Stuart Mill) ne fanno una semplice questione di pura turbativa dei rapporti sociali. Dopo un po' arriva Nietzsche, che plaude alla morte della Verità: "Dio è morto!" proclama nel 1882 ne' La gaia scienza. Figure di spicco contemporanee come Friedrich Hayek, Milton Friedman, George Akerlof, Joseph Stiglitz, Michel Foucault e altri trattano l'inganno come semplice disturbo della governabilità sociale e dell'andamento economico.
Insomma, nel giro di qualche secolo la menzogna è stata declassata da male assoluto, crimine diabolico, a semplice questione di imprecisione, ridotta a un fatto che Adorno chiamerebbe di minima moralia.
Che dire? benvenuti nell'epoca della post verità[4]. Dio era uno, gli uomini sono molti, il globalismo edonista ha ucciso l'unico vecchio Dio e trasformato tutti gli uomini in altrettanti dèi, ma sono dèi che assomigliano ben poco all' Übermensch di Nietzsche: ognuno di essi gode di diritti ampi e fittizi, tra cui quello di possedere una sua verità, che tanto non conta nulla. Così la menzogna è diventata una delle tante modalità soggettive di esporre la realtà, modalità che saranno rese sempre più numerose e plausibili dall'impiego dell'Intelligenza Artificiale. La "verità vera" - la "cosa in sé" - è stata sostituita dalla molteplicità delle opinioni, che qualcuno chiama strategie di comunicazione.
Si profila la vera natura dell'inganno: il caos, dentro il quale lo stesso Nietzsche, uccisore della Verità, è costretto a chiedersi "Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto?".
Questa non è certo la sede per affrontare questioni morali. Ci interessa di più l'evidenza storica: il caos è proprio il terreno fertile in cui le élites possono coltivare con successo narrazioni estreme e divulgarle ricorrendo ai potenti strumenti di diffusione di cui si sono impadronite, carta stampata, TV, Internet, spettacoli cinematografici. Ogni articolo, ogni talk show, ogni film, ogni sito diventano erogatori di verità. Che poi queste verità possano differire l'una dall'altra non è fonte di preoccupazione[5]: la realtà è una, grezza, giusta ma sterile, la menzogna è molteplice, elastica, spesso creativa e talvolta perfino divertente.
Ora come ora sono soprattutto le élites politiche ed economiche che mentono[6], allo scopo di indurre comportamenti o instillare nella popolazione idee che le mantengano al potere o che lo rafforzino. Ma già la menzogna si è dimostrata un agente formidabile della storia dell'Occidente, nessuna forma di potere ne è rimasta indenne, non la politica né la scienza né la Chiesa[7].
Mala tempora currunt, sed peiora parantur. Oggi molti politologi scommettono su quale sarà la prossima grande menzogna del vero potere. L'ipotesi che raccoglie più consensi - soprattutto alla luce della progressiva declassificazione degli archivi americani sugli UFO, iniziata da Obama, continuata da Biden, ufficializzata da Trump - è l'invenzione di un attacco alieno che dovrebbe costringere tutta la popolazione ad abbandonare i confini locali per stringersi intorno ad un'unica organizzazione di resistenza, ovviamente guidata dai potenti del mondo L'opinione degli esperti non è tuttavia unanime: alcuni ritengono che l'inganno sarebbe troppo evidente, molto più di quello del Covid e della green economy.
Dobbiamo convenire che viviamo tempi molto interessanti.
Se l'importante, per ciascuno di noi, è superarli senza eccessivi danni non dobbiamo rinunciare a cercare, nella caligine della post verità, un'immagine realistica del mondo che ci ospita. Per far questo ci bastano tre strumenti, che ognuno di noi possiede: il dubbio sistematico, il buon vecchio buon senso e la buona volontà di guardarsi intorno con cura. Come scrive George Orwell, l'autore di 1984, uno che di menzogne se ne intendeva[8]: “per vedere cosa c'è sotto il proprio naso occorre uno sforzo costante”.
nell'immagine: Giovanni Bellini (detto Giambellino), Quattro allegorie: la Menzogna, 1490
[1] benché l'espressione pesce d'aprile sia utilizzata solo in Italia e nelle culture francofone, in molti Paesi lo scherzo avviene in corrispondenza del primo giorno di aprile anche quando adottano un calendario diverso da quello gregoriano (ad esempio in Iran avviene il giorno 12 Farvardin del calendario solare utilizzato ufficialmente in Iran e Afganistan, corrispondente al nostro 1° aprile). Fanno eccezione i Paesi di lingua spagnola, in cui lo scherzo si fa il 28 dicembre, dia de los Santos inocentes. Sull'origine della tradizione vi sono opinioni discordi. L'idea più pittoresca è che la consuetudine risalga al Noè biblico che il 1° di aprile per errore lasciò uscire dall'arca la colomba benché le acque non si fossero ancora ritirate
[2] l'idea dello scherzo è nata dalla buona intenzione di scrivere qualcosa su un argomento molto serio, ecologicamente ed eticamente, ovvero il fatto che l'acqua potabile è un bene talmente prezioso da essere al centro di fatti di guerra. Per fare ammenda, questo argomento sarò oggetto di uno dei prossimi calendari
[3] in effetti tra i dieci comandamenti la menzogna figura piuttosto in basso, relegata in ottava posizione, accanto a puccatucci sociali come il desiderio di possedere donne e beni altrui. E' perfino ridotta a evento giudiziario: non si proibisce esplicitamente l'inganno ma si parla di non rendere falsa testimonianza contro il prossimo. Insomma, mentire è una cosa un po' antipatica ma poi non così grave, roba da un giorno in pretura
[4] nel 2016 il termine è stato insignito del "parola dell'anno" dall'Oxford Dictionary. Ma è solo una parola nuova per indicare quanto già da tempo appartiene alla produzione artistica: lontani l'uno dall'altro ma contemporaneamente, Pirandello (con Così è (se vi pare), 1917) e Ryūnosuke Akutagawa (con Rashōmon, 1915) creano due opere che testimoniano la frammentazione della verità fattuale in verità soggettive. Un precedente che ci dice che la post verità non è un artificio inventato dall'informazione contemporanea, ma un reale elemento di crisi dell'ontologia che il postcapitalismo ha fatto proprio e involgarito
[5] molti si illudono di trovare una verità "più vera" nei siti di controinformazione, perché ritengono il web l'unica fonte di opinioni alternative, contrapponendola a quelle dei media tradizionali. E' un'illusione pericolosa: il vero potere è astuto. Così come Goldstein, l'arcinemico del Grande Fratello di 1984, è generato in seno al partito a cui si oppone, gran parte dei siti di controinformazione, cosiddetti complottisti, sono al servizio della frammentazione della verità. Anche alcune organizzazioni di fact-checking, che hanno come obiettivo dichiarato lo svelamento di notizie false, servono solo ad attribuire credibilità all'una o all'altra delle verità concorrenti, esattamente come i media tradizionali. Perfino siti apparentemente neutri con vocazione enciclopedista (tipicamente Wikipedia), che costituiscono fonti spesso affidabili di informazioni di natura scientifica, diventano tanto più inattendibili quanto più ci si avvicina a questioni di storia e di politica recente. Il principio generale è molto semplice: il denaro crea e sostiene la sua versione, la sua verità, nulla di cui stupirsi
[6] sia ben chiaro: non parliamo qui di promesse elettorali mai mantenute (nessuna persona di buon senso le crederebbe mai vere) né di corruzione, di truffe commerciali e di altri piccoli inganni, ma di menzogne che determinano modifiche profonde della società e della storia della civiltà. E neppure parliamo della cosiddetta nebbia di guerra, la menzogna diffusa da entrambe le parti coinvolte in un conflitto, ciascuna della quali (ma più spesso quella perdente) asserisce che la vittoria è a portata di mano (il caso di Zelensky contro la Russia e di Trump contro l'Iran sono ogni giorno davanti ai nostri occhi)
[7] in alcune pagine del calendario sono esposti casi emblematici di imbroglio politico, ecclesiastico e scientifico
[8] la trama del romanzo di Orwell, 1984, è già stata pubblicata nel calendario di febbraio 2024. Per comodità del lettore, data l'estrema attinenza col nostro tema del mese, la pubblichiamo di nuovo tra le pagine aggiuntive